Non avevamo più aggiornato questo blog, poiché non avevamo visto nessun contributo da parte dei nostri lettori (soltanto un paio si sono cimentati successivamente, scambiandosi pareri) ed anche perché in ogni caso i nostri abbonati vengono puntualmente e costantemente informati, tramite le nostre lettere giornaliere, settimanali e quindicinali.
Da novembre dell’anno scorso sono successi eventi epocali, che non occorre ricapitolare dettagliatamente, poiché sono sotto gli occhi di tutti e su di essi sono stati e vengono ancora versati fiumi d’inchiostro. Abbiamo assistito al crollo degli immobili, delle banche e delle assicurazioni e ad una crisi mondiale, quale non si vedeva da almeno cento anni, peggiore di quella famigerata del 1929.
Il ciclo negativo delle borse – cominciato nella seconda parte dell’anno scorso, con la crisi dei subprime (ossia dei mutui concessi in America, senza le necessarie garanzie) – si è così trasformato da congiunturale in strutturale, sbaragliando ogni possibilità di serie analisi. Non aiutano più neppure quelle da noi privilegiate (l’analisi tecnica, quella ciclica e quella di sentiment), poiché non valgono più ne’ gli eccessi di ipervenduto, ne’ i corsi statistici, ne’ l’eccesso di pessimismo accumulato. Ovviamente, anche le nostre analisi – attagliate su un ciclo ribassista congiunturale – non sono risultate più attendibili per interpretare una crisi che non abbiamo mai visto nella nostra vita e che ha messo in ginocchio l’economia mondiale, riducendo drasticamente il tasso di crescita (e spesso azzerandolo), facendo crollare incredibilmente i prezzi degli immobili (considerati il bene rifugio più sicuro e l’investimento per eccellenza) e facendo fallire banche anche di enormi dimensioni, negli Stati Uniti, spesso salvate dal Tesoro americano, dalla Fed o dalle altre banche e da interventi dei fondi sovrani.
Siamo giunti al punto che tutto ora dipende dal piano messo a punto dal Governo americano per fronteggiare la crisi finanziaria, che prevede un intervento da 700 miliardi di dollari, e che deve diventare immediatamente operativo per scongiurare la catastrofe e ridare fiducia ai mercati.
Le vendite allo scoperto di azioni negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli enormi e mai visti in passato, molte azioni primarie quotano a livelli inverosimilmente bassi (con P/E anche di 7 o addirittura inferiori) ed il pessimismo ormai ha raggiunto livelli impensabili e dilaganti.
Lo scenario è talmente cupo che ormai quasi tutti hanno perso ogni speranza che le borse possano ripartire e che l’ordine mondiale dell’economia possa rimanere come è stato finora.
Solo un uomo, Warren Buffett, approfittando dei suoi copiosi mezzi liquidi (è l’uomo più ricco del mondo e l’investitore di maggior successo in assoluto) ha continuato sistematicamente a comprare durante tutta questa drammatica crisi. L’ultimo suo interevento è stato l’acquisto di azioni della Golman Sachs, per 5 miliardi di dollari. Ora bisogna chiedersi se quest’uomo sia uno stupido euno sprovveduto, per agire così nettamente contro corrente e per importi enormi, e la risposta è necessariamente negativa, poiché come detto Buffett é l’investitore di maggior successo del mondo e dunque si deve presagire che sappia quello che fa!
Per quanto ci riguarda, abbiamo preso atto di questa situazione straordinaria e l’abbiamo affrontata in modo e con strumenti diversi da quelli consueti. Il nostro verdetto è ora il seguente: questo drastico ciclo ribassista volge al termine. La finenstra temporale dovrebbe chiudersi in questi giorni o al piú tardi entro la prima metà di ottobre. Ci sarà una drammatica inversione di tendenza, al rialzo, con balzi di alcuni punti percentuali per alcune sedute. Un assaggio di ciò l’avemmo venerdì 19 settembre, quando le borse guadagnarono anche il 10% in un solo giorno! Quando le borse perforeranno le loro medie mobili a 200 giorni, si scatenerà l’inferno e le ricoperture assumeranno un ritmo convulso per limitare i danni, che per alcuni operatori saranno mortali. Tutto ciò porterà le borse mondiali a segnare nuovi massimi storici entro 6-9 mesi, ossia entro il 31 marzo o al più tardi entro il 30 giugno del prossimi anno. Queste nostre previsioni susciteranno incredulitá ed ilarità fra tutti gli operatori di borsa, che saranno presi in contropiede e rimarranno assolutamente attoniti quando i nostri pronostici si verificheranno e allora dovranno ricredersi ed ammettere che eravamo stati lungimiranti ed avevamo visto giusto, in tempi non sospetti. Perché questo scenario si metta in moto è necessario che i seguenti tre indici superino gradualmente i seguenti livelli: Dax 6200, 6400 e 6650, Dow Jones 11400, 11700 e 12000 e SPMib 28000, 29000 e 30000.
Alla luce di quanto sopra esposto, la strategia suggerita é la seguente: conservate la liquidità, senza voler anticipare il trend positivo (onde evitare falsi segnali e trappole per rialzisti), ma siate tempestivi nell’acquistare massicciamente, non appena si concretizzino i segnali sopraindicati e si verifichi l’attesa inversione di tendenza al rialzo.
Dr. Silvano Bronconi
Redattore del Notiziario di Borsa
Attendiamo numerosi contributi, pareri e quesiti da parte dei nostri lettori!
martedì 30 settembre 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)